La fatina della bolla…..

indimenticabile giulia
Rischi e pericoli… Come evitarli (se possibile)
24 Novembre 2017

La fatina della bolla…..

C’ era una volta, miliardi di anni fa una fatina, nessuno sapeva nulla di lei, nessuno conosceva la sua provenienza, nessuno sapeva come mai si trovasse lì, l’unica cosa che tutti conoscevano era il suo nome, si chiamava Giulia, o forse si faceva chiamare così, o forse il nome per lei non era importante.

La leggenda narra che nella bolla di Giulia si stava benissimo, tutto veniva dimenticato, tutto veniva ridimensionato, i problemi che fuori dalla bolla sembravano insormontabili nella bolla diventavano risolvibili, si avvertiva una pace dentro ed una sensazione quasi pari all’assunzione di una una sostanza stupefacente, invece di stupefacente c’era solo una bolla….

Fuori dalla bolla tutti la vedevano, la ammiravano, cercavano di parlare, ma, ahimè, proprio come in una palla di un pesciolino rosso (cit. G.), vedevano solo una bocca aprirsi e chiudersi, il significato del suo linguaggio nessuno lo comprendeva.

La leggenda narra ancora di un misterioso sortilegio ricevuto alla sua nascita quello di non voler seguire nessun schema, di sentirsi libera da tutto e tutti, di vivere la sua breve vita al massimo, come voleva, come gli piaceva, vivere i momenti senza un futuro, respirare ogni boccata di ossigeno come fosse l’ultimo, di questo tutti ne erano a conoscenza ed era proprio per questo che era diventata la meta di tante persone, sia uomini che donne, quell’essere era solo capace di dare pace, benessere, serenità, lo trasmetteva perché era così, forse per via di quel sortilegio, forse era proprio così nella sua natura, non si sa e mai nessuno lo saprà.

Un giorno, era di maggio…. Arrivò un cavaliere senza spada e senza volto mandato da chissà chi, arrivato da chissà quale lontanissimo pianeta o galassia, intenzionato, anzi, convinto che sarebbe riuscito ad entrare nella bolla per carpire il segreto della fatina….

Dapprima si posizionò fuori dalla bolla ed iniziò a scrivere delle lunghe lettere, lei dalla bolla non poteva parlare ma leggere sì, lei leggeva, leggeva, leggeva…. Restando inebriata ed attonita di tanta cultura, di tanta fantasia, di tanto sapere…..
Il cavaliere pur conoscendo le regole: “NESSUNO PUO’ ROMPERE LA BOLLA”, noncurante di tutto, andò avanti per la sua crociata, forse non era nemmeno una sua volontà, forse erano degli ordini dell’essere superiore e supremo che l’aveva mandato dalla fatina….
Questo nessuno potrà mai saperlo…..

Quello che successe in seguito fu un’apocalisse, il cavaliere dopo fiumi, miliardi di parole riuscì a tirare fuori dalla bolla la fatina….. si oscurarono i cieli, si aprirono le acque, la terra tremò e la bolla si ruppe!.!.!

….. e tutti Vi chiederete… e la fatina??!! e il cavaliere??!!

La leggenda narra che la fatina fuori dalla bolla sparì… “puff”….
Nessuno saprà mai se morì, se si reincarnò in un bruco, se ritornò in un’altra bolla….

Lei viveva solo nella sua bolla, Lei era felice così, Lei fuori dalla bolla non poteva vivere, troppe guerre, troppe ingiustizie, troppe bugie, troppi inganni. Nella bolla di Giulia nessuna donna veniva violentata, nessun bimbo molestato, nessuno aveva mai tradito un altro, nessuna guerra, nessun retropensiero, nessuno viveva nella paura, era come galleggiare in un ventre materno….

Si narra che dopo di Lei il cavaliere scoprì che poteva ancora Amare e qualche tempo dopo fu mandato per un’altra missione e si innamorò perdutamente di un’altra Fatina…..

Voi mi direte, ma il lieto fine??

In questa fiaba non c’è un lieto fine, c’è solo da meditare….

Giulia

3 Comments

  1. Luca Flacco ha detto:

    Scrivi davvero molto bene, e – cosa non comune – hai da dire cose importanti col dono di dirle con vera “grazia”. Ti auguro un Natale felice ed un nuovo anno che realizzi le tue più grandi speranze. 🙂 🙂 🙂

  2. Luca Flacco ha detto:

    Che peccato, in persistente quarantena non trovo nulla di pubblicato tra Marzo Aprile 2020 – forse non so girare correttament nel tuo Blog…… Ci provo e mi lascio questo messaggio alle spalle – come Pollicino, per non rifare il iro già fatto. Buona Notte.

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